Notizie mediche sull'eczema a cura del dottor Daniel Wallach - Gennaio 2021

Notizie mediche sull'eczema a cura del dottor Daniel Wallach - Gennaio 2021

Scopri la prima rassegna stampa scientifica del 2021 a cura del dott. Wallach

Scopri la prima rassegna stampa scientifica del 2021 a cura del dott. Wallach

  • "Tutto quello che devi sapere sulla dermatite atopica"
  • "L'educazione terapeutica funziona!"
  • "Un metodo semplice per migliorare la compliance"
  • "L'eczema da contatto nei bambini"
  • "Gli adolescenti e i loro genitori"
  • "COVID, lavaggio delle mani, eczema nei bambini"
  • "Le parrucchiere e le loro clienti"
  • "Viso e collo"

"Tutto quello che devi sapere sulla dermatite atopica"

Wollenberg A, et al; European Task Force on Atopic Dermatitis/EADV Eczema Task Force. ETFAD/EADV Eczema task force 2020 position paper on diagnosis and treatment of atopic dermatitis in adults and children.
J Eur Acad Dermatol Venereol 2020;34:2717-2744.

 

Più che un articolo di rivista questo "position paper" di 18 pagine (e 322 riferimenti bibliografici) è un vero e proprio capitolo d'enciclopedia che saprà soddisfare coloro che desiderano rimanere aggiornati sui progressi registrati nel campo della dermatite atopica. I più giovani apprezzeranno il riepilogo delle forme cliniche, le modalità di valutazione, i trattamenti classici e in particolare la scala terapeutica, una guida utile per scegliere i comportamenti da adottare in base alla gravità del caso. I più esperti leggeranno con interesse gli aggiornamenti sull'avanzamento della ricerca riguardo ai nuovi trattamenti, che sono numerosi e per i quali non è ancora stato definito un utilizzo preciso. Sono i nuovi farmaci biologici, gli anti-JAK orali e topici (trattamenti topici innovativi). Tutti apprezzeranno il glossario con le definizioni dei principali termini utilizzati. Anche se questi termini sono di uso quotidiano (riacutizzazione, remissione, gravità, intolleranza, resistenza...) è importante darne una definizione precisa per poterne parlare senza fraintendimenti. Infine, i capitoli sulle strategie allergologiche, i trattamenti anti-infettivi, gli approcci alternativi che seducono pazienti e genitori, gli aspetti psicosomatici e psicoeducativi permettono un approccio equilibrato di questi argomenti così importanti nella pratica. Come dicevo all'inizio, questo articolo è una miniera d’informazioni.

 

L'educazione terapeutica funziona!

Dufresne H et al.
Efficiency of a therapeutic patient education program in children with severe atopic dermatitis.
J Eur Acad Dermatol Venereol 2020; 34:e648-e651.

 

Tra il 2012 e il 2017, 38 bambini e adolescenti hanno seguito il programma di educazione terapeutica del paziente (ETP) all'Ospedale Necker Enfants Malades di Parigi. I pazienti erano affetti da forme gravi di atopia e nella maggior parte dei casi seguivano un trattamento sistemico o una fototerapia e presentavano uno SCORAD superiore a 60. Quattordici di loro erano già stati ricoverati in ospedale (in media 4 giorni) e facevano in media due giorni di assenza da scuola al mese.

Il programma di ETP prevedeva 7 sedute collettive di una durata compresa tra 1 ora e mezza e 2 ore e 6 sedute individuali di 45-60 minuti. La DA è stata trattata in tutti i suoi aspetti: nozioni generali, applicazione delle creme idratanti, uso corretto dei cortisonici topici, adattamento del trattamento in funzione delle lesioni cliniche, prurito, allergie, problemi psicologici e sociali nella vita quotidiana. L'efficacia del programma è stata valutata sulla base di un questionario e dell'evoluzione clinica. Si è registrato un miglioramento delle conoscenze per tutti gli argomenti del programma. Le sessioni individuali e collettive dell'ETP, entrambe molto valide, presentano vantaggi diversi. In particolare, le sessioni individuali permettono ai pazienti di fare delle domande che non farebbero in pubblico. Per tutto il gruppo, lo SCORAD medio è diminuito di circa metà (mediano 25) così come l'assenteismo a scuola. Gli autori dichiarano infine che il programma di educazione terapeutica è sostenuto dalla Fondazione Eczema.

 

Un metodo semplice per migliorare la compliance

Bashyam AM et al,
Framing atopic dermatitis topical medication application site discomfort as a signal of efficacy improves willingness to continue use.
J Am Acad Dermatol 2020; 83 :1773-1775.

 

Molto spesso i pazienti atopici provano una sensazione sgradevole, anche se transitoria, quando applicano un trattamento topico. Si tratta per lo più di pizzicori, bruciori o di altri tipi di disagi che spesso portano il paziente a interrompere il trattamento sebbene tali sensazioni non siano di per sé un segnale negativo. Gli autori di questo studio hanno valutato l’influenza del discorso medico sulla decisione di abbandonare il trattamento o più precisamente sulle intenzioni di abbandonare il trattamento. Hanno proposto a 1039 adulti atopici tre diverse possibili situazioni nelle quali erano previste o meno sensazioni di fastidio in seguito all'applicazione di un trattamento topico e hanno chiesto loro quale sarebbe stata la loro reazione. Prima situazione: il medico non ha segnalato nulla di particolare. Seconda situazione: il medico ha segnalato possibili sensazioni sgradevoli al momento dell'applicazione. Terza situazione: il medico ha segnalato la possibilità di tali sensazioni precisando che sono il segno dell'efficacia del trattamento. Il risultato rispecchia le attese degli autori: quando le sensazioni sgradevoli sono anticipate e soprattutto se sono presentate come segno dell'efficacia del trattamento e non di un effetto indesiderato o di un’intolleranza, i pazienti sono meno numerosi a dichiarare di voler abbandonare il trattamento. Sapendo che l'adesione ai trattamenti topici è particolarmente scarsa, ovvero circa un terzo dei pazienti dopo due mesi abbandona la cura, siamo di fronte a una possibile soluzione per migliorare la compliance e di conseguenza l'efficacia e la soddisfazione dei pazienti.

 

"L'eczema da contatto nel bambino"

Boonchai W, Chaiyabutr C, Charoenpipatsin N, Sukakul T.
Pediatric contact allergy: A comparative study with adults.
Contact Dermatitis 2021;84:34-40

 

Precisiamo prima di tutto che in questo studio il termine "bambino" è usato per 112 pazienti di età inferiore ai 18 anni e che l’età media era di 14.5. Il bambino più piccolo aveva 2 anni e tre quarti dei bambini avevano più di 13 anni. Sono quindi in gran parte adolescenti, parleremo quindi di "gruppo pediatrico" (GP). Lo scopo degli autori è di paragonare questo gruppo a 680 adulti relativamente alla frequenza degli eczemi da contatto. Più precisamente, di paragonare i risultati positivi al patch test tra questi due gruppi. Si tratta di pazienti tailandesi, studiati tra il 2010 e il 2019. I due gruppi si differenziano per la frequenza dell'atopia: circa il 60% dei pazienti del gruppo pediatrico e il 35% degli adulti hanno antecedenti di atopia. Il 23% del GP e il 9% degli adulti presentano lesioni da dermatite atopica. Come succede di solito, si suppone che i patch test siano stati proposti per capire se l'eczema poteva essere considerato un eczema da contatto. Nel gruppo degli adulti, il 57% dei pazienti è risultato positivo ad almeno un test, contro il 35% del gruppo pediatrico (il 31% tra gli atopici e il 35% tra i non atopici). Entrambe i gruppi sono stati testati con i pannelli standard suggeriti dalle linee guida internazionali e i risultati sono più o meno simili. Gli allergeni da contatto più frequenti, sia per i giovani che per gli adulti sono: il sulfato di nichel (12% nei pazienti giovani), il bicromato di potassio (8%), metilisotiazolinone (7%), fragranze (mix di profumi II: il 6%) e gli acceleratori di gomma (carba mix: 5,4%). La conclusione più rilevante è che i pannelli standard sono adatti anche per i pazienti giovani che non necessitano quindi di una batteria di allergeni riservata all'età pediatrica.

 

Gli adolescenti e i loro genitori

Ezzedine K, Shourick J, Merhand S, Sampogna F, Taieb C.
Perceived clinical severity of atopic dermatitis in adolescents: Comparison between patients' and parents' evaluation.
J Am Acad Dermatol 2021;84:164-165.

 

È risaputo che pazienti e medici non hanno la stessa percezione della malattia. Per questo motivo alcuni punteggi clinici devono essere valutati seguendo un approccio medico (per rendere più obiettiva la valutazione dell'eritema, delle papule, delle vescicole...) mentre altri misurano quello che il paziente sente (prurito, dolore...). Ma pazienti e genitori hanno la stessa percezione della gravità? È una domanda che ha senso porsi, in particolare quando si tratta di adolescenti, che com’è risaputo non sono quasi mai d'accordo con i genitori. Utilizzando un sondaggio online, gli autori sono stati in grado di reclutare 399 coppie di adolescente atopico /genitore. Gli adolescenti avevano un'età compresa tra i 12 e i 17anni, il 58% erano ragazzi. Nel 67% dei casi il genitore era la madre.
La gravità della dermatite atopica è stata valutata dagli stessi adolescenti su una scala di valutazione globale che comprendeva tre stadi (leggero-moderato-grave). I genitori hanno valutato l'eczema dei figli utilizzando questa stessa scala. Genitori e figli hanno utilizzato anche la scala POEM, anch'essa soggettiva ma più dettagliata (prurito, disturbi del sonno, sanguinamenti, fessurazioni, secchezza...), La concordanza delle valutazioni adolescenti/genitori può essere descritta come media. Con la stessa scala globale, i genitori sottovalutano la gravità della DA nel 12% dei casi e la sopravvalutano nel 6% dei casi. Quando la scala POEM è utilizzata dai genitori, la differenza è ancora maggiore: il 37% dei genitori sottovaluta la percezione dell'adolescente. Così, quando un adolescente pensa che il suo eczema sia severo o grave, solo dal 50 all'80% dei genitori (a seconda della scala utilizzata) è della stessa opinione. Ciascuna famiglia ne trarrà le proprie conclusioni, ma la sofferenza degli adolescenti atopici non dovrebbe essere sottovalutata.

 

COVID, lavaggio delle mani, eczema nei bambini

Simonsen AB et al.
High incidence of hand eczema in Danish schoolchildren following intensive hand hygiene during the COVID-19 pandemic: a nationwide questionnaire study.
Br J Dermatol. 2020;183:975-976.

 

Nell’aprile del 2020, quando i bambini danesi sono tornati a scuola dopo il primo lockdown, è stato chiesto loro di lavarsi le mani molto spesso, almeno ogni due ore, in particolare quando arrivavano a scuola, prima e dopo i pasti, dopo essere andati in bagno o dopo aver tossito...e hanno di certo seguito diligentemente le istruzioni. Un questionario on-line è stato somministrato a tutti i bambini danesi di età compresa tra i 5 e i 13 anni, dei quali circa il 10% ha risposto, ovvero un totale di 32 038 risposte raccolte. Si trattava di valutare l'incidenza dell'eczema delle mani. Il 17.5% dei bambini avevano già ricevuto una diagnosi di dermatite atopica. Il 6.5% dei bambini soffriva di eczema prima del lockdown e il 7.6% in più ne ha sofferto durante il lockdown. Quindi, alla riapertura delle scuole, il 15 aprile 2020, il 14.1% dei bambini aveva un eczema delle mani. I questionari sono stati compilati nella settimana successiva al 28 aprile, quindi dopo circa 20 giorni di lavaggi intensivi delle mani. In quel momento, il 50,5 % dei bambini presentava un eczema delle mani, molto probabilmente una dermatite irritativa dovuta ai prodotti per l'igiene utilizzati con assiduità (fino a oltre 20 volte al giorno per alcuni). Nel 62% dei casi, l'eczema è apparso dopo soli tre giorni. I fattori di rischio individuati sono soprattutto l'esistenza di una dermatite atopica, la giovane età, il genere femminile e la frequenza dei lavaggi (gli ultimi due fattori sono legati, le bambine si sono dimostrate più assidue dei bambini). Sembra quindi importante associare alle raccomandazioni sul lavaggio delle mani i consigli su come prevenire la dermatite irritante, che, si sa, tende a diventare cronica. Infine gli autori affermano di non conoscere l'effetto che il lavaggio delle mani ha avuto sulla trasmissione del coronavirus.

 

Le parrucchiere e i loro clienti

Piapan L, Mauro M, Martinuzzo C, Larese Filon F.
Characteristics and incidence of contact dermatitis among hairdressers in north-eastern Italy.
Contact Dermatitis 2020;83:458-465.

Gregoriou S, et al.
Occupational and non-occupational allergic contact dermatitis to hair dyes in Greece. A 10-year retrospective study.
Contact Dermatitis 2020;83:277-285.

 

È risaputo che pazienti e medici non hanno la stessa percezione della malattia. Per questo motivo alcuni punteggi clinici devono essere valutati seguendo un approccio medico (per rendere più obiettiva la valutazione dell'eritema, delle papule, delle vescicole...) mentre altri misurano quello che il paziente sente (prurito, dolore...). Ma pazienti e genitori hanno la stessa percezione della gravità? È una domanda che ha senso porsi, in particolare quando si tratta di adolescenti, che com’è risaputo non sono quasi mai d'accordo con i genitori. Utilizzando un sondaggio online, gli autori sono stati in grado di reclutare 399 coppie di adolescente atopico /genitore. Gli adolescenti avevano un'età compresa tra i 12 e i 17anni, il 58% erano ragazzi. Nel 67% dei casi il genitore era la madre.
La gravità della dermatite atopica è stata valutata dagli stessi adolescenti su una scala di valutazione globale che comprendeva tre stadi (leggero-moderato-grave). I genitori hanno valutato l'eczema dei figli utilizzando questa stessa scala. Genitori e figli hanno utilizzato anche la scala POEM, anch'essa soggettiva ma più dettagliata (prurito, disturbi del sonno, sanguinamenti, fessurazioni, secchezza...), La concordanza delle valutazioni adolescenti/genitori può essere descritta come media. Con la stessa scala globale, i genitori sottovalutano la gravità della DA nel 12% dei casi e la sopravvalutano nel 6% dei casi. Quando la scala POEM è utilizzata dai genitori, la differenza è ancora maggiore: il 37% dei genitori sottovaluta la percezione dell'adolescente. Così, quando un adolescente pensa che il suo eczema sia severo o grave, solo dal 50 all'80% dei genitori (a seconda della scala utilizzata) è della stessa opinione. Ciascuna famiglia ne trarrà le proprie conclusioni, ma la sofferenza degli adolescenti atopici non dovrebbe essere sottovalutata.

 

Viso e collo

Guglielmo A, Sechi A, Patrizi A, Gurioli C, Neri I.
Head and neck dermatitis, a subtype of atopic dermatitis induced by Malassezia spp: Clinical aspects and treatment outcomes in adolescent and adult patients.
Pediatr Dermatol 2021 ; publié en ligne le 6 Novembre 2020.

Waldman RA, DeWane ME, Sloan B, Grant-Kels JM.
Characterizing dupilumab facial redness: a multi-institution retrospective medical record review.
J Am Acad Dermatol 2020;82:230-232.

 

L'eczema localizzato sul viso e sul collo (in inglese Head and Neck Dermatitis) è una variante della dermatite atopica il cui significato è in discussione. Raro nei bambini, ma abbastanza frequente negli adolescenti e negli adulti. Lo studio di Guglielmo et al. sebbene sia stato pubblicato dal Pedriatric Dermatology, è condotto su 14 adulti e 17 adolescenti. In questo studio si dimostra l'esistenza di diverse varietà cliniche di questa HND, nell'adolescente, gli antecedenti atopici sono costanti e l'eczema è limitato al viso, al collo e alla parte superiore del tronco. Gli adulti invece riportano lesioni anche nel resto del corpo e in 8 casi su 14 non ci sono antecedenti di dermatite atopica. Si sospetta fortemente che a esserne responsabile sia la Malassezia, sebbene le zone seborroiche siano spesso risparmiate. In ogni caso, il trattamento topico con antinfiammatori (cortisonici o inibitori della calcineurina) si è rivelato inefficace e ai pazienti è stato somministrato anche itraconazolo orale, con esito positivo nella maggior parte dei casi. È interessante paragonare questo eczema HND all'arrossamento del viso post-dupilumab, che è stato riscontrato da Waldman et al. nel 10% dei pazienti trattati. In questo caso il trattamento antimicotico topico è stato efficace.

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